domenica 11 luglio 2010

A proposito di indipendenza

Sul Finalcial Times del 10 luglio è comparso un articolo sull'Office for Budget Responsability inglese. Riporto il testo perchè spiega la nostra contrarietà alla proposta emendativa (ormai cassata insieme a tutte le altre) del senatore Morando all'art. 7 comma 18 della manovra correttiva:
Free the OBR
UK fiscal supervisor must be seen to be independent
The Office for Budget Responsibility, Britain’s new fiscal watchdog, has not yet been let off the leash. The institution currently operates on an interim basis under temporary leadership. But it will soon receive statutory backing for its role as the government’s independent forecaster and guardian of the public finances. Let us hope it learns how to bark.

As the Financial Times has revealed, the OBR secretly changed its forecasting assumptions in the week before the last Budget. Among other things, the OBR decided to start assuming that the state would cut its contribution to public employees’ pensions. This is not current government policy; a review of public pensions is only beginning.

But, as a consequence of these changes, the OBR helped the government politically by reducing by 175,000 the projected fall in public sector jobs over the next five years. The OBR pleads that it committed an innocent mistake. Perhaps so. But this error fits into a pattern of behaviour that suggests that some of the institution’s staff, all of whom come from the Treasury, are susceptible to pressure from that institution. The OBR’s claim to independence is damaged.

Over the past fortnight, the OBR went out of its way to counter claims about its assessment of the Budget that were damaging to the government. But it did not challenge David Cameron, the prime
minister, when he compared old OBR analysis with its latest assessment – which we now know used very different assumptions.

Sir Michael Scholar, head of the National Statistics Authority, chastises politicians for abuse of state statistics. The OBR should follow his lead, responding aggressively to the misuse of its output – even by the prime minister.

The OBR must, of course, strive to improve its models continually. But the institution must be open about such decisions, and release enough data to allow assessment of the impact of specific government policy changes. The OBR must now release reconciled forecasts, on openly stated assumptions, so that the impact of the Budget can be assessed.

The government is still finalising the structure of the permanent OBR and has yet to choose a new head for it. Sir Alan Budd, its interim chairman, has already announced his return to retirement. The structure – and the appointment of its chairman – must be made with one objective in mind: securing independence.

The OBR cannot continue to be run by Treasury civil servants whose careers hang on preferment within the finance ministry. Nor can the body be housed within it. It must be a creature of parliament. The chairman should be subject to confirmation by the Treasury select committee. The OBR must be seen to have teeth.

sabato 10 luglio 2010

La (quasi?) fine.

Riporto il sommario della seduta 377 durante la quale il destino dell'ISAE è stato segnato (quasi?) definitivamente:

l PRESIDENTE manifesta un orientamento contrario su tutte le proposte emendative accantonate con riferimento all'articolo 7. (...)

Il sottosegretario CASERO esprime parere conforme a quello del Relatore.

(...)

In dichiarazione di voto interviene il senatore MORANDO(PD), il quale sottolinea come la proposta 7.60, analogamente alle misure introdotte dal Governo, prevede il trasferimento del personale dell'ISAE al Ministero dell'economia e delle finanze: essa prevede altresì - come peraltro richiamato anche in alcune proposte a firma del senatore Baldassarri - la possibilità che, sulla base di apposite convenzioni, i percorsi di ricerca siano svolti a supporto delle attività di controllo parlamentare in materia di finanza pubblica. Si tratta di una previsione coerente con i contenuti della recente riforma della legge di contabilità dello Stato, che consenta iniziative delle Presidenze dei due rami del Parlamento al fine di rafforzare gli strumenti per il controllo parlamentare sulla finanza pubblica. In questo quadro, occorre a suo giudizio dotare le strutture parlamentari di idonei strumenti di analisi economica, in via autonoma rispetto a quella sperata dal Governo. Ritiene quindi ingiustificata la chiusura manifestata al riguardo dalla maggioranza, chiedendo quindi al relatore un supplemento di riflessione nella prospettiva di una possibile revisione del parere espresso.


Il senatore MASCITELLI(IdV), unendosi alle considerazioni testé espresse dal senatore Morando, aggiunge la propria firma all'emendamento 7.60, il quale a suo giudizio reca un'articolazione più completa rispetto alla proposta 7.64, di analogo tenore, presentata dal suo Gruppo parlamentare.


Il senatore GRILLO(PdL), ricorda la sua pregressa esperienza di Senatore questore, osserva come, nella logica di una progressiva razionalizzazione della spesa, sia opportuno colmare la debolezza strutturale del Parlamento nello svolgimento di attività di analisi economica, esprimendo l'auspicio che quanto prima sia istituito un unico servizio di documentazione e ricerca come peraltro già avviene negli Stati Uniti. Si associa pertanto all'orientamento espresso dal senatore Morando, nella prospettiva di potenziare l'autonomia del Parlamento nell'attività di ricerca in tali settori.

Il senatore BALDASSARRI (PdL) coglie l'occasione per manifestare il proprio orientamento favorevole in merito all'emendamento 7.67, osservando preliminarmente come la soppressione dell'ISAE possa determinare effetti non positivi sui mercati finanziari, nonché una diminuzione della trasparenza e della certezza dei conti pubblici, in quanto l'Italia si priverebbe di un istituto pubblico di analisi economica.

Nell'ottica invece di una rinnovata funzione del predetto istituto, gli emendamenti 7.69 e 7.74 sono diretti, con diversa formulazione, a orientare l'attività di studio e analisi economica dell'ISAE a supporto degli organi parlamentari, sulla base del modello rappresentato del Congressional Budget Officepresente negli Stati Uniti. La proposta 7.0.12 mira invece a istituire un'Autorità indipendente con compiti di certificazione dei bilanci delle Pubbliche Amministrazioni, posto che appare inaccettabile l'attuale carenza di controlli sui bilanci pubblici.

Dopo aver espresso apprezzamento per la costante attività di aggiornamento sui dati economici svolta dall'ISAE, dati ritenuti di rilevanza strategica ai fini dell'assunzione di decisioni politiche, manifesta l'esigenza di una revisione del parere formulato dal Relatore, anche alla luce delle diverse opzioni presentate nell'ambito delle proposte emendative di cui è firmatario.

Il senatore Massimo GARAVAGLIA (LNP) interviene incidentalmente facendo presente come sia preferibile l'ipotesi volta a far confluire l'ISAE nell'ambito delle strutture dell'ISTAT, alla luce di quanto previsto dall'emendamento 7.75.

Il senatore BALDASSARRI (PdL) coglie l'occasione per dichiarare la sua netta contrarietà in merito all'emendamento 7.75, poiché mira a disperdere il personale dell'ISAE anche presso l'ISTAT; ribadisce invece il proprio orientamento favorevole all'emendamento 7.67, nella prospettiva di rinviare la decisione sulle sorti dell'ISAE ad un intervento di natura più organica. Peraltro, la soppressione di tale istituto comporterebbe un risparmio di spesa pari a 130 mila euro, somma a suo giudizio irrisoria rispetto agli obiettivi di contenimento della spesa pubblica delineati dalla manovra

Il senatore DE ANGELIS(PdL), nel preannunciare il proprio orientamento contrario all'emendamento 7.60, conviene con la posizione assunta dalla maggioranza al riguardo.

Il presidente relatore AZZOLLINI, pur prendendo atto dei suggerimenti e delle proposte formulate dai senatori Morando e Baldassarri, a suo giudizio rileva come non vi siano le condizioni per valutare adeguatamente le soluzioni prospettate, ancorchè meritevoli di un'attenta riflessione. In questo quadro la destinazione dell'ISAE al Ministero lascia dunque impregiudicate numerose possibilità su cui occorrerà svolgere un approfondito esame successivamente. Conclude quindi confermando l'orientamento contrario sugli emendamenti in materia di disciplina dell'attività dell'ISAE.

La Commissione respinge quindi l'emendamento 7.60.

Previa verifica del numero legale disposta dal Presidente su richiesta del senatore BALDASSARRI(PdL), la Commissione respinge l'emendamento 7.67 (testo 2).

All'esito di successive separate votazioni, la Commissione respinge gli emendamenti 7.69, 7.74 (testo 2), 7.75, (...).

giovedì 8 luglio 2010

La ricerca è nuda

Trascorrere la notte all'ISAE, nonostante non ci sia nulla di particolare da fare, non è propriamente un'attività rilassante. Il caldo, le poltrone per dormire scomode, la sveglia all'alba con il personale delle pulizie che entra urlando come se non ci fosse nessuno. D'altra parte ha però il vantaggio di offrire l'occasione a due persone di trascorrere alcune ore insieme. Con ogni probabilità le due persone non avrebbero mai avuto modo di confrontarsi in maniera così diretta e intima.
Capita allora che in queste ore ci si chieda se ciò che abbiamo fatto è giusto o sbagliato, sufficiente o ancora troppo poco. Quasi sempre crediamo di aver fatto quanto era possibile, ma vorremmo fare di più. Quasi sempre il di più proposto è qualche cosa di eclatante, che riesca a catturare l'interesse dei media per far riemergere la notizia della nostra soppressione e, possibilmente, sottolineare l'infondatezza delle ragioni che ne sono alla base.
Tra le varie iniziative clamorose immaginate nell'ultima notte calda è umida romana, una in particolare sembrava rispondere ai requisiti sopra citati: La ricerca è nuda. Un evento a la Spencer Tunick di notte nel giardino dell'ISAE, e che coinvolgesse tutto il personale della ricerca disponibile a partecipare. Sarebbe sensazionale! A mano a mano che le idee affioravano, il progetto prendeva corpo in maniera più raffinata è mostrava la sua forza e la sua bellezza; anche se fosse solo per noi stessi! Parallelamente emergevano anche gli elementi che rendono tale idea irrealizzabile, almeno nella forma ideale.
Forse un approccio più soft non ha lo stesso impatto, ma perché non tentare?
Per testarne la fattibilità abbiamo voluto provare. I mezzi a disposizione non erano un gran che, per cui non si può che migliorare.
Considerate questo post come una chiamata a manifestare interesse al progetto.

Marco e Carmine - Ricercatori ISAE

mercoledì 7 luglio 2010

Senza fine

Ormai sembra veramente una storia senza fine. Mi dicono che i lavori della commissione continueranno (forse finiranno?) anche domani. A guardare il nuovo calendario dei lavori sembra che almeno fino a venerdì mattina il ddl 2228 sarà in commissione bilancio al senato. Questo significa che in aula non dovrebbe andare prima del pomeriggio di venerdì.
Ancora non si è ripreso a parlare delle sorti dell'ISAE. Chissà quando si farà!
Sulle dinamiche future, credo sia istruttivo leggere due passaggi dei resoconti sommari (seduta 368):
Il senatore MORANDO (PD) interviene preliminarmente sull'ordine dei lavori facendo presente che, sulla base di quanto diffuso dagli organi di informazione, è in corso da parte del Governo - nell'ambito di una diretta interlocuzione con i soggetti più direttamente coinvolti dalla manovra - una riflessione sui principali temi della manovra rimasti ancora insoluti, aspetti per i quali si profila la possibilità che siano ricompresi nell'ambito del maxi-emendamento che il Governo si accinge a presentare in Assemblea. Si tratta di questioni suscettibili di generare un considerevole impatto finanziario, posto che l'accoglimento delle istanze avanzate da Confindustria comporterebbe il dimezzamento delle maggiori entrate, e la possibile composizione della controversia sorta con le regioni determinerebbe una significativa decurtazione dei risparmi connessi alle minori spese. Al riguardo, a prescindere dal merito delle soluzioni che il Governo intenderà prospettare su tali questioni, sottolinea l'esigenza che tali temi siano affrontati e risolti nel corso dell'esame in Commissione, affinché il maxi-emendamento recepisca il testo che verrà licenziato dalla Commissione al termine dei lavori con il conferimento del mandato al relatore, osservando che, in caso contrario, la presentazione in Assemblea di un maxi-emendamento recante contenuti non previamente dibattuti in Commissione finirebbe per rendere assolutamente ininfluente il lavoro finora compiuto in sede referente. Si tratta di un'esigenza volta a tutelare le prerogative del Parlamento, di cui anche la maggioranza a suo avviso dovrebbe farsi carico, e non solamente un'istanza avanzata dalla sola opposizione, a nome della quale, lungi dal porre un freno di stampo ostruzionistico, prospetta l'ipotesi di prevedere - compatibilmente con la calendarizzazione in Assemblea - un tempo ulteriore da dedicare ad un confronto serio e costruttivo sulle tematiche ancora aperte, anche al fine di scongiurare il pericolo che le soluzioni che a vario titolo verranno delineate possano essere sottratte a qualsiasi dibattito parlamentare.
Il presidente relatore AZZOLLINI (PdL), nel condividere lo spirito di fondo che ha connotato l'intervento del senatore Morando, fa presente come sia innegabile che i temi finora dibattuti in Commissione saranno oggetto di ampio dibattito in Assemblea. Restano tuttavia da sciogliere alcuni nodi intorno al Patto di stabilità interno tra le Regioni, nonché alle problematiche attinenti ai certificati verdi e al comparto sicurezza. Nel dare atto all'opposizione del fattivo contributo finora offerto per garantire un sereno ed approfondito svolgimento dei lavori, assicura che, nell'auspicio di concludere l'esame in sede referente ai fini di una soluzione positiva alle questioni evidenziate, il maxi emendamento che il Governo si accingerà a presentare in Assemblea - e sul quale porrà la questione di fiducia - sarà diretto a recepire il testo licenziato dalla Commissione, nella prospettiva di consentire un ampio dibattito parlamentare in proposito. A tale riguardo, nel corso del pomeriggio si riserva di verificare direttamente con il Governo la sussistenza delle condizioni che possano consentire la prosecuzione dei lavori in Commissione, nell'ottica di darne pronta comunicazione al Presidente del Senato in vista della calendarizzazione in Assemblea in modo compatibile: in caso di riscontro positivo, si dichiara fin da ora disponibile a prospettare l'ipotesi di una prosecuzione dei lavori al oltranza; in caso contrario, l'esame delle questioni ancora aperte proseguirà direttamente in Assemblea.
Mi sembra di capire che può accadere ancora tutto e il contrario di tutto, con qualsiasi tempistica...basta non andare oltre la scadenza del decreto legge.

lunedì 5 luglio 2010

Digiuno a staffetta

Dalla mezzanotte di sabato 3 luglio, 32 dipendenti dell’ISAE danno avvio a una iniziativa di digiuno a staffetta di un giorno. Con questo gesto, i dipendenti dell’ISAE auspicano l’apertura di un dialogo con il Ministro dell’economia e lo invitano a:

riconsiderare il provvedimento della manovra economica relativo alla soppressione dell’Istituto salvaguardando le posizioni dei lavoratori con contratti in scadenza;

preservare la terzietà, l’autonomia scientifica e le funzioni di ricerca dell’ISAE a supporto delle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni.

domenica 4 luglio 2010

Il Caos

Ieri, come ormai accade da più di un mese e per l’80% della giornata, notte inclusa, riflettevo sul caos totale che circonda la discussione riguardo il nostro destino, il destino dell’ISAE. In particolare riflettevo su un’affermazione, una delle tante che ci riguardano fatte durante questi giorni da persone più o meno vicine. L’affermazione è la seguente: “l’impressione è che voi non sappiate cosa volete!”. Eppure pensavamo di essere stati chiari. Vogliamo fare quello che fino ad oggi abbiamo fatto. Non importa se con il nome di ISAE, pippo, pluto o paperino; vogliamo adempiere alle nostre funzioni al servizio dello stato.

Mi chiedevo come mai questo messaggio semplice non fosse passato e se effettivamente ci fosse stato un nostro difetto. M’è venuta allora in mente una metafora. Lo stormo di storni. Spesso restiamo affascinati dalle evoluzioni dello stormo che sembra descrivere, nell’insieme, un disegno e una traiettoria specifica, mentre è noto che il morbido evolversi delle geometrie non è che il frutto della casuale organizzazione di un insieme di comportamenti meramente adattivi a ciò che è immediatamente vicino. Come si può addebitare al singolo uccello il continuo cambio di direzione quando questo è immerso in un sistema caotico in cui, apparentemente, nessun singolo ha il potere di determinare la dinamica dell’intero sistema? Ma sopratutto, come possono essere tutti gli altri storni a imputare a un singolo l’ondeggiare dello stormo?

Preso da un ulteriore attacco di sconforto, mi è venuta l’idea di arrendermi. In particolare mi è venuta in mente una frase del tipo: “Ok, visto che siamo noi la causa del caos, mi arrendo; il parlamento sovrano sceglierà il meglio per tutti.” Poi c’ho pensato un po’ su e ho cercato di tirare le fila. C’era qualcosa che non andava. Non sto mettendo in dubbio la capacità del parlamento di scegliere in modo lungimirante, sto mettendo in discussione, almeno in questo caso specifico, la sua effettiva sovranità.

Negli incontri e negli scontri di questi giorni le posizioni emerse erano le più disparate. Sull’ipotesi di svolgere funzioni per il parlamento, posizione espressa da vari componenti dello stesso, mi sono sentito dire: il nostro paese non è così evoluto da accettare un’authority indipendente sui conti pubblici; la Ragioneria Generale dello Stato non accetterà mai un contro altare; le amministrazioni sia della camera sia del senato non saprebbero come gestirvi e per questo sono contrarie al vostro inquadramento con funzioni di supporto all’attività parlamentare all’interno del parlamento stesso; i singoli individui che ora svolgono funzioni di supporto all’organo legislativo sono contrarie all’ipotesi di allargare tale nucleo; questo governo non vuole rafforzare i poteri di controllo del parlamento; neanche il MEF vuole rafforzare i poteri del parlamento e, forse soprattutto, non vede l’ora di accaparrarsi i ricercatori dell’ISAE. Infine, riguardo all’ipotesi di confluire all’ISTAT, alcuni riferivano che i ricercatori di quest’ultimo istituto non vogliono quelli dell’ISAE perché si creerebbero dei conflitti per le loro carriere, una specie di guerra tra poveri. Poi ci sono varie altre voci, ma che sono semplici variazioni sul tema. In somma, pur essendo inutili, sembrerebbe che tutti ci temano e/o ci vorrebbero al loro servizio.

Tra le varie posizioni quella che sembra destinata a soccombere quasi certamente perché di gran lunga più debole rispetto alle altre espresse dai poteri forti, sembra proprio quella manifestata da molti dei componenti del parlamento stesso, e cioè quella di utilizzare al meglio i ricercatori dell’ISAE mettendoli al servizio di tutto il paese; solo loro, o alcuni di loro, sembra non vedano in noi una minaccia ma una risorsa. Ma aimè, dallo scontro con gli altri poteri ne sembrerebbe uscire un parlamento a sovranità limitata.

Forse è vero, a questo punto non so più neanche io quale sia la cosa migliore. Ma forse perché penso a quale sia la cosa migliore per tutti, non quale sia migliore per me.

Marco Fioramanti – Ricercatore ISAE

mercoledì 30 giugno 2010

Il punto: aggiornamento

Mi erano sfuggiti molti emendamenti respinti. Quindi aggiorno:

Sono stati accantonati in attesa di parere del governo: 7.60 (Morando – Parlamento transitando per il MEF).

Sono stati accantonati e basta: 7.0.12 (Baldassarri – Authority), 7.67 (Baldassarri – Soppressione della Soppressione), 7,69 (Baldassarri – Presidente ISAE nominato dai presidenti di camera e senato. ISAE fa analisi economica anche per il parlamento), 7.74 (Baldassarri – l’ISAE svolge funzioni esclusivamente nei confronti del parlamento), 7.75 (Esposito – MEF e ISTAT).

Tutti gli altri emendamenti sono stati respinti. Parrebbe quindi forte l'idea di approfittare dell'occasione per realizzare, con i ricercatori ISAE, un gruppo di persone che si occupi, dall'interno o al di fuori del parlamento, di valutazioni delle politiche fiscali.

Le varie ipotesi hanno pro e contro, nonché minori o maggiori possibilità di essere approvati. L'unico emendamento non di maggioranza è quello Morando che, modificando formalmente solo in misura marginale il testo originario, potrebbe avere buone possibilità.

La sensazione è che, una volta transitati per il MEF difficilmente questi rilascerebbe i ricercatori per andare a lavorare al Parlamento.

L'attuazione effettiva dell'emendamento Morando sembra quindi quantomeno dubbia.

Se solo passasse l'idea di sostituire al MEF l'ISTAT all'attuale formulazione del 7.60 sarebbe tutto un altro mondo.

Vedremo.

Marco Fioramanti - Ricercatore ISAE

martedì 29 giugno 2010

Al macello

Oggi mi sento come un vitello al macello al quale è stato detto:
Scusa, ma di cosa ti lamenti? Ti abbiamo detto che potrebbe passare la proposta di accecarti con vapore bollente prima di spararti in mezzo agli occhi, così non vedrai la pistola avvicinarsi alla fronte! Non capisci che è una proposta migliorativa?

venerdì 25 giugno 2010

Il punto

Ora che sono disponibili tutti gli emendamenti alla manovra correttiva e anche la scrematura per inammissibilità e le relative relazioni da parte dei senatori che li hanno presentati (seduta della commissione bilancio del senato in sede referente N.353), nonché le relative votazioni (seduta della commissione bilancio del senato in sede referente N.354), è possibile fare il punto della situazione.

Sono stati giudicati inammissibili gli emendamenti: 7.70 (Musi – CNR);

Sono stati respinti gli emendamenti: 7.66 (Asciutti – soppressione della soppressione (SS)), 7.68 (Bonino – SS), 7.71 (Rusconi – ISTAT), 7.73 (Bonino – Authority)

Sono stati accantonati in attesa di parere del governo: 7.60 (Morando – “triplo carpiato rovesciato con avvitamento all’indietro”), 7.65 (Rusconi -???)

Sono stati accantonati e basta: 7.0.12 (Baldassarri – Authority), 7.67 (Baldassarri – SS), 7,69 (Baldassarri – Presidente ISAE nominato dai presidenti di camera e senato. ISAE fa analisi economica anche per il parlamento), 7.74 (Baldassarri – l’ISAE svolge funzioni esclusivamente nei confronti del parlamento), 7.75 (Esposito – MEF e ISTAT).

Non so che fine hanno fatto gli emendamenti: 7.20 (D’alia - accorpamento ISTAT); 7.64 (Carlino - ???), 7.72 (Passoni - CNR), 7.137 (Asciutti – Accorpamento ISTAT).

Considerazioni:

  1. Almeno in prima lettura non sembra esserci stata blindatura estrema;
  2. Gli emendamenti che sono stati giudicati inammissibili, come sospettavo, sono quelli che non garantivano quel risparmio minimo di spesa riportato nella relazione tecnica (135 mila euro e rotti);
  3. Non riesco a sintetizzare la natura dell’emendamento chiamato “triplo carpiato rovesciato con avvitamento all’indietro” (7.60). Non è difficile capire l’emendamento; è impossibile capirne le conseguenze pratiche per il personale dell’ISAE! Nonostante questo sembra abbia un favore abbastanza ampio;
  4. Le posizioni del PdL e dei Radicali non sono troppo distanti;
  5. L’emendamento che ha ottenuto maggiori consensi è il 7.74; oltre che da chi lo ha presentato Baldassarri +12 (PdL) è stato sottoscritto da Lannutti (IdV), Poli Bortone (UDC-SSVP-Aut:UV-MAIE-IS-MRE), e da Morando (PD). I radicali non lo hanno sottoscritto perché, presumo, non presenti nella commissione bilancio del Senato.

Aiutatemi ad integrare.

Marco Fioramanti – Ricercatore ISAE

giovedì 24 giugno 2010

Andrebbe bene anche così!

MANOVRA: PD E FINIANI, RISORSE ISAE AD AUTHORITY CONTROLLO CONTI

(AGI) - Roma, 24 giu. - Utilizzare le risorse derivanti dalla soppressione dell’Isae, cosi’ come le professionalita’ dell’istituto, per creare un authority del Parlamento di controllo dei conti pubblici. Lo prevedono due emendamenti alla manovra presentati dal presidente della Commissione Finanze del Senato, Mario Baldassari, dal senatore del Pdl Maurizio Saia, e da quello del Pd, Enrico Morando.

In proposito il sottosegretario all’Economia, Luigi Casero, si e’ limitato a rispondere: “Vedremo, la riflessione e’ aperta. Gli emendamenti potremmo accantonarli”. (AGI) Cli

Emendamenti Radicali

SINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA
“PRESENTAZIONE DEGLI EMENDAMENTI ALLA MANOVRA FINANZIARIA
E DELLE INIZIATIVE POLITICO-PARLAMENTARI DEI RADICALI
PER CONTRASTARE E SUPERARE LA CRISI”
Roma, martedì 22 giugno 2010, ore 11:30

ISAE ISTITUTO DI STUDI E ANALISI ECONOMICA
L'ISAE è un ente pubblico di ricerca che svolge principalmente analisi e studi a supporto delle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni. L'ISAE effettua, anche attraverso accordi e convenzioni con soggetti pubblici e privati, indagini presso imprese e famiglie, previsioni macroeconomiche, analisi nazionali ed internazionali e studi di macro e microeconomia della finanza pubblica. Vengono esaminate inoltre le politiche economiche di regolamentazione e le tematiche ambientali.
I tagli su ricerca pubblica e sistemi di controllo indipendentI vanno contro le tendenze europee e contro il buon senso, a fronte, per quanto concerne l’ISAE stesso, di un risparmio del solo stipendio del Presidente Isae pari a poco meno di 200 mila di euro annui. In più il decreto di Tremonti prevede il passaggio del personale dell'ISAE al MEF, inficiando in questo modo qualsiasi requisito di terzietà per un ente pubblico che debba vigilare e valutare le politiche economiche del Governo e fare analisi complessive. Il trasferimento dei ricercatori e del personale al MEF sì che renderebbe la spesa “inutile”, inefficace ed inefficiente, rispetto al ruolo di indipendenza che si chiede a istituti di ricerca “watchdog”, specie in periodi così delicati per l’economia italiana/ internazionale e per il bilancio pubblico;
L’emendamento radicale va verso una “riduzione” del danno da una parte e anzi verso una “promozione” dell’ISAE che dipenderebbe a partire dal 2011 dal Parlamento (secondo anche una proposta Baldassarri e un modello molto americano come il Congress Budget Office).

mercoledì 16 giugno 2010

Urrà...siamo stati promossi!

Certo magari qualcuno ci rimette la pelle, ma ogni battaglia ha un certo numero di vittime.
Mi verrebbe da dire "a chi tocca non si ingrugna"...è toccato a noi!

Il testo della commissione per l'Italia in merito alla valutazione dei piani di consolidamento nella procedura di deficit eccessivo.

L’Italia sta attuando le misure di risanamento previste per il 2010 e adottate per il periodo 2009-2011 nell’estate del 2008, in linea con le raccomandazioni del Consiglio; secondo le previsioni, nel 2010 ciò permetterà di ridurre il disavanzo dello 0,5% del PIL. È stato anche confermato l’obiettivo di disavanzo del 5% del PIL per il 2010. Inoltre, il 25 maggio il governo ha adottato un decreto legge nel quale vengono specificate le misure, incentrate soprattutto sulla spesa corrente, che stanno alla base dell’ulteriore impegno di risanamento per il 2011-2012.

Lettera degli Economisti

Riporto il link della lettera di 100 economisti alle Istituzioni per una nuova Politica Economica.

martedì 15 giugno 2010

Da "il fatto Quotidiano" dell'8 giugno 2010

A questo link è possibile leggere un interessante articolo a firma Ugo Arrigo pubblicato su "il Fatto Quotidiano" lo scorso 8 giugno.

martedì 8 giugno 2010

lunedì 7 giugno 2010

Dicono di noi

Riporto parte dell'intervista di Carlo Clericetti (la Repubblica) al Sen. Mario Baldassarri. E' la cosa più sensata sentita fino ad ora ed è anche la mia idea personale che perseguo, in verità in maniera abbastanza soft, da vari anni.

ROMA - "Presenterò un emendamento soppressivo della soppressione". Mario Baldassarri, senatore del Pdl, economista, già vice ministro dell'Economia, non è affatto d'accordo con la norma della manovra che prevede la scomparsa dell'Isae, l'istituto di ricerche economiche pubblico. "Tutti i paesi civili del mondo ne hanno uno", osserva. "Ma Tremonti ha fatto bene a sollevare il problema, offrendo l'occasione per una sistemazione migliore".

Quale sistemazione?

"Attualmente l'Isae dipende dal ministero dell'Economia. Bisognerebbe invece sancire anche formalmente l'indipendenza dall'esecutivo stabilendo che risponda al Parlamento. Non sto inventando nulla: il modello dovrebbe essere l'americano Cbo, il Congressional Budget Office".

Ma non ci sono già i servizi studi di Camera e Senato?

"Sì, e funzionano molto bene. Ogni legge è accompagnata da una relazione tecnica, necessaria per analizzarne i costi e gli effetti, e sono appunto questi uffici a svolgere questo compito indispensabile. Sarebbe però più che opportuno integrare il loro lavoro con analisi di macroeconomia, che oggi la carenza di risorse umane rende problematico affrontare".

Lo ritiene necessario?

"Lo ritengo importantissimo. In Italia ci sono molti centri studi, anche molto autorevoli. Ce l'ha la Confindustria, ce l'hanno i sindacati, anche io ho fondato un piccolo organismo del genere, che si chiama "Economia reale". Ma ci dev'essere anche un istituto al servizio del Parlamento, super partes, come c'è, ripeto, in tutti gli altri paesi avanzati. E' questo che dev'essere l'Isae".


Il testo completo è disponibile al seguente link

Marco Fioramanti - Ricercatore ISAE

sabato 5 giugno 2010

I privilegiati

Questa sera, per liberare la mente, ho guardato un film d'evasione: Fast Food Nation.
Non sto a raccontare la trama, ma ad un certo punto del film dei ragazzi intorno ad un falò all'aperto parlano di come le bugie, ripetute all'infinito, diventino realtà credibile e di come chi le dice sia allo stesso tempo ipocrita, perchè agisce in contrasto ai proclami, e ben organizzato nel rendere credibile la falsità.
Finito il film sono tornato al PC e ho trovato una mail di commento al video postato su YouTube "ISAE Annozero 3 giugno 2010". Quoto (già, in gergo si dice così!):

"isae ...ispesl avete troppi privilegi!!oltre ad un ottimo stipendio.15 mensilità prendete 15 centesimi per ogni km percorso in trasferta per benzina...computer e punzone dell'istituto che vi portate dietro.troppi soldi per fare poco e niente.si è vero eseguite controlli e fatte delle ricerche...e poi??avete rubato fino ad oggi..è finita la pacchia."

Io ho risposto direttamente, altri possono farlo tra i commenti a questo post oppure su YouTube.

Marco Fioramanti - Ricercatore ISAE

Cosa avrà voluto dire?

Leggendo il testo della manovra correttiva, in particolare l'art. 9 comma 36:

Per gli enti di nuova istituzione non derivanti da processi di accorpamento o fusione di precedenti organismi, limitatamente al quinquennio decorrente dall’istituzione, le nuove assunzioni, previo esperimento delle procedure di mobilità, fatte salve le maggiori facoltà assunzionali eventualmente previste dalla legge istitutiva, possono essere effettuate nel limite del 50% delle entrate correnti ordinarie aventi carattere certo e continuativo e, comunque nel limite complessivo del 60% della dotazioneorganica. A tal fine gli enti predispongono piani annuali di assunzioni da sottoporre all’approvazione da parte dell’amministrazione vigilante d’intesa con il Dipartimento della funzione pubblica ed il Ministero dell’economia e delle finanze.


e riguardando un particolare della puntata di annozero del 3 giugno




uno si chiede, con quell'"infatti" Tremonti cosa avrà voluto dire?

Marco Fioramanti - Ricercatore ISAE

venerdì 4 giugno 2010

ISAE ad Annozero 3 giugno 2010

Un riassunto video delle parti della puntata di Annozero del 3 giugno 2010 in cui si parla dell'ISAE.




Marco Fioramanti - Ricercatore ISAE